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27 mag

URGENZA E STRAORDINARIETÀ

Sblocca Italia

Sblocca Italia – e la tutela del patrimonio nazionale?

Sblocca Italia e Legge 80: per quasi trent’anni l’elemento di continuità è l’urgenza.

Friuli 1976, Irpinia ‘80. Due terremoti che segnano profondamente le modalità d’azione nel campo delle opere pubbliche italiane. Gli iniziatori furono Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario per le zone terremotate, e Paolo Cirino Ponicino, notabile democristiano della Campania. La legge 80 del 1987 mette a norma il nuovo modello da loro ideato: le gare d’appalto scompaiono in nome dell’emergenza. Contro la logica per cui il concessionario si fa carico dei costi di costruzione per ammortarli durante lo sfruttamento,
è introdotto il mostro giuridico della concessione di sola costruzione.

La legge Obiettivo di 15 anni dopo e lo Sblocca Italia del novembre 2014 ripercorrono lo stesso filo conduttore: accelerare la realizzazione di opere pubbliche strategiche, urgenti e indifferibili, e semplificare la burocrazia al presunto fine di “valorizzare le risorse energetiche nazionali, garantire l’approvvigionamento energetico e salvaguardare gli ecosistemi.
Il reale rischio d’una tale manovra legislativa è di sottovalutare gli impatti negativi dei progetti, costruendo infrastrutture pericolose per l’ambiente, per i cittadini e per l’economia italiana.

Urgenza, straordinarietà e deroghe rimangono, ancora oggi, massime protagoniste.

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