CIBO E VELENI DI FINANZA BELLICA

Agroecologia invece di paure insensate, borsa nera e veleni – uno studio di ARI Associazione Rurale Italiana

Manca il grano nel mondo o in UE?
Manca il mais?
Mancano le materie prime agricole?
No, sovrabbondano invece
speculatori e tecniche finanziarie
nemiche della Terra e dell'Umanità.
- Un documento prezioso da ARI,
Associazione Rurale Italiana -
per tornare alla realtà anche del cibo.

ARI - Associazione Rurale Italiana, membro di Via Campesina e di Società della Cura

A che serve o, meglio, a chi serve sostenere la paura della penuria? A che serve sostenere che bisogna rinunciare alla transizione agroecologica – quel poco che resta nella PAC riformata – per rilanciare una nuova “battaglia del grano”? E che c’entra deregolare l’applicazione delle disposizioni legislative attuali sugli OGM, vecchi e nuovi, per far fronte “alla mancanza di pane”?

Il terrorismo psicologico è l’ennesimo insulto alle vittime della guerra: invece di intervenire con politiche pubbliche per stroncare il tentativo di “borsa nera” di grandi dimensioni, si chiede di finanziare con denaro pubblico un sistema di produzione agricolo industrializzato e fragile per sua stessa natura – come ha dimostrato già nella pandemia – un comparto agroalimentare che paga oggi il prezzo della sua dipendenza dal mercato globale.

L’Italia attualmente produce circa l’80-85% delle risorse alimentari necessarie a coprire il fabbisogno dei propri abitanti. Quasi 50 paesi dipendono dalla Federazione Russa e dall’Ucraina per almeno il 30% del loro fabbisogno di importazioni di grano, ma tra questi 50 paesi non c’è l’Italia. E comunque le quantità residue di grano sarebbero sufficienti, per il resto del mondo, per arrivare all’inizio del prossimo raccolto in estate.

Le promesse miracolose delle “new genetic techniques” (chiamate in Italia con il nome palliativo di TEA – Tecniche di Evoluzione Assistita), pur se fossero vere, non arriveranno sul mercato prima di 5 anni, ma ragionevolmente non prima di 10 anni o forse più. Nel frattempo i sistemi agricoli (zootecnia intensiva, olivicoltura intensiva, viticoltura industriale, etc) più dipendenti da approvvigionamenti esterni di origine industriale si vedranno applicare prezzi delle materie prime risultato della speculazione finanziaria. Questo non si risolve annullando l’obbligo di rotazione imposto a chi per 30 anni continua a fare mais su mais, né aumentando “produzione e produttività” dell’agricoltura a suon di risorse pubbliche nelle cosiddette “aziende efficienti”, cioè quelle altamente specializzate, capitalizzate e di conseguenza estremamente dipendenti dai mercati finanziari.

Scarica il pdf con lo studio completo di ARI pubblicato il 12 marzo 2022 (11 pagine)
2022-03-12_C’è una crisi alimentare di guerra?_ARI

Associazione Rurale Italiana – ARI
per la crescita della società civile, un’agricoltura contadina socialmente giusta ed un corretto utilizzo di tutte le risorse naturali rispettoso della biodiversità, attento ad una produzione ecologicamente durevole per la Sovranità Alimentare.
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16 marzo 2022