LE CURE DEL DOTTOR BOVARY

Epica primavera del ’22, ovvero l’amorosa sollecitudine dei ricchi verso la povera Ucraina; le cure del dottor Bovary

Cercare-capire è una grande opera (come la G.)
ma a costo zero per persone, ambiente e debiti vari.
Avanzando con studio e pensiero la forza cresce

redazione Trancemedia.eu [cp]. pagina sviluppata dal 21 al 31 marzo

Pagina per l’intelligenza non-artificiale: si possono vedere alcuni contenuti allo stato grezzo, che il Lettore si sforzerà di connettere. In conclusione, cominciamo dai soldi, che tutto muovono sin che riescono a muoversi. Seguono: diplomazia, bio-lab, politica e media, poesia materiale, milizie, fede, e blocchi. Il primo articolo che proponiamo è di economia; ma non lo leggerete sul giornale di Confindustria, su WSJ, FT, o Economist. I corsivi sono della redazione di Trancemedia.eu che ne ha revisionato la traduzione.

 

FONTE / VOCE DEL GLOBAL TIMES

Unendosi alle sconsiderate sanzioni degli USA,

l’UE potrebbe essersi data la zappa sui piedi

da Global Times Pubblicato: Mar 29, 2022

Mentre si profila una resa dei conti tra la Russia e l’UE sul pagamento del commercio di energia, sta diventando sempre più chiaro che l’UE potrebbe essere l’alleato degli Stati Uniti che dovrà pagare il conto della sconsiderata campagna economica guidata dagli USA contro la Russia, che ha già portato scompiglio nel sistema commerciale e finanziario globale.

Dopo che la Russia ha chiesto che i paesi “non amici” paghino il gas russo con rubli, i funzionari del G7 hanno concordato lunedì di respingere la richiesta del presidente russo Vladimir Putin, con il ministro tedesco dell’economia Robert Habeck che l’ha definita “una violazione unilaterale e chiara dei contratti esistenti”, ha riportato Reuters.

Ma tale dichiarazione rimarrà probabilmente di nessun effetto sinché l’UE avrà bisogno di gas russo. Inoltre, poiché è l’UE che ha imposto sanzioni unilaterali contro la Russia per prima, senza il supporto del diritto internazionale, la richiesta russa di pagamento col rublo può essere considerata come una semplice contromisura.

Vale la pena notare che la richiesta russa di pagamento in rubli copre solo il gas naturale, mentre esclude petrolio, carbone e altre materie prime; chiaramente una mossa calcolata per colpire l’UE. Attualmente, l’UE ottiene il 40% del suo gas dalla Russia, e non ci sono forniture alternative di gas disponibili a breve termine. Quindi non c’è modo per l’UE di combattere. La posta in gioco è troppo alta. Se l’UE non paga in rubli il gas russo, la Russia probabilmente taglierà la sua fornitura, precipitando l’UE in una crisi energetica immediata.

L’ironia è che gli Stati Uniti, sempre desiderosi d’intromettersi negli affari europei, hanno scelto di minimizzare l’enorme difficoltà e perdita che l’UE sta affrontando in una potenziale crisi energetica. Il presidente americano Joe Biden ha detto venerdì a Bruxelles che “so che eliminare il gas russo avrà dei costi per l’Europa. Ma non solo è la cosa giusta da fare da un punto di vista morale, ci metterà su una base strategica molto più forte“.

Eppure, la dura verità dietro le osservazioni di Biden è che gli Stati Uniti non possono aiutare l’UE a liberarsi dalle forniture energetiche russe, anche se sono alleati stretti. Semmai, l’UE, unendosi incautamente alla campagna economica degli Stati Uniti contro la Russia, mostra al mondo cosa significa darsi la zappa sui piedi. Infatti, il prezzo per l’UE di “ballare al ritmo degli USA” sulla Russia non è solo limitato alla sua sicurezza energetica, ma includerà anche danni a lungo termine per la sua valuta.

In generale, i principali scambi di energia sono regolati in dollari USA o in euro. Una volta che le compagnie europee dovranno pagare il gas in rubli, la nuova valuta di regolamento cambierà il panorama globale in termini di commercio energetico, il che potrebbe sostenere il rublo e innescare una caduta dell’euro.

Questo perché l’UE non detiene volumi significativi di rubli per il regolamento, e dovrà comprare la valuta sul mercato dei cambi o commerciare con la banca centrale russa se vuole continuare il commercio di gas con la Russia. In altre parole, per comprare il gas russo, l’UE dovrà probabilmente eliminare parzialmente le sanzioni nel regime di messaggistica finanziaria internazionale SWIFT.

Dati tutti i rischi e potenziali danni , l’UE deve riflettere sul suo abuso di egemonia finanziaria nello schierarsi con gli Stati Uniti sulle sanzioni contro la Russia. Qualsiasi sistema monetario egemonico ha il suo giorno di collasso, e il suo abuso sfrenato ne è spesso la causa principale.

Per esempio, SWIFT dovrebbe servire come strumento finanziario per facilitare la globalizzazione, ma l’Occidente ha cercato di farne un’arma per imporre sanzioni unilaterali contro la Russia. L’interruzione del sistema di pagamento globale è senza precedenti, il che suona un allarme per tutti i paesi che attualmente lo usano per regolare i pagamenti. Benché il dollaro americano possa essere in grado di mantenere la posizione dominante nel prossimo futuro, l’euro dovrà affrontare le maggiori perdite.

Testo originale in https://www.globaltimes.cn/page/202203/1257118.shtml

 

  • – – – – – – – – – – –  aggiornamento 31 marzo:

Sintesi dell’annuncio del decreto russo sulla valuta di pagamento del metano, in vigore dal 1° aprile 2022 (filmato con s.t. in inglese, apre in nuova scheda dal canale youtube di ShanghaiEye)

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24 MARZO 1999 – IL BOMBARDAMENTO DI BELGRADO RICORDATO OGGI DA WANG WENBIN
“China and  Serbia will never forget” (ShanghaiEye)

“Il 24 marzo 1999, le forze della NATO guidate dagli Stati Uniti hanno palesemente aggirato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e hanno iniziato l’incessante bombardamento di 78 giorni della Repubblica Federale di Jugoslavia, un paese sovrano, in grave violazione delle convenzioni internazionali pertinenti e delle norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali. In 12.000 attacchi, più di 10.000 tonnellate di esplosivo furono sganciate e più di 3.000 missili furono lanciati, prendendo di mira tutto, dalle strutture mediche alle antiche reliquie culturali, edifici residenziali e scuole. Migliaia di civili innocenti, compresi tre giornalisti cinesi, rimasero uccisi. Durante la campagna di bombardamenti, la NATO  usò anche bombe all’uranio impoverito, proibite dalle convenzioni internazionali, causando danni a lungo termine all’ambiente della Serbia e alla salute della gente. Il popolo serbo non dimenticherà l’aggressione della NATO, così come il popolo cinese e il resto del mondo.
[Ora] La NATO sta convocando un vertice sull’Ucraina nel 23° anniversario del suo bombardamento della Repubblica Federale di Jugoslavia. Mi domando se gli Stati Uniti e gli altri membri della NATO si siano chiesti: Qual è la causa principale della crisi ucraina? Quale responsabilità dovrebbero accollarsi gli Stati Uniti e la NATO?
Prima di riflettere sui loro crimini contro il popolo in paesi come la Serbia, l’Iraq e l’Afghanistan, gli Stati Uniti e la NATO non hanno né il diritto né l’autorità di giudicare gli altri. Nata dalla guerra fredda, la NATO non ha altro scopo che la guerra. Non ha mai contribuito alla pace e alla sicurezza del nostro mondo e non lo farà mai. Tutti coloro che amano veramente la pace e sono impegnati a far progredire la pace rifiuteranno risolutamente la continua espansione della NATO.”

Wang Wenbin è uno dei tre portavoce del ministero cinese degli Esteri, con la signora Hua Chunying e  Zhao Lijian. Ogni giorno feriale, le questioni dei giornalisti accreditati a Pechino e le loro risposte sono verbalizzate sul sito del ministero, con tanto di archivio (Regular Press Conference); magari lo facesse la Farnesina. Chi legge l’inglese potrà apprezzare un’informazione quotidiana nitida, stringata e penetrante, fortunatamente spoglia delle finte chiacchiere colloquiali fatte per confondere.  Eppure Rai3Mondo considera l’informazione che arriva  dalla Cina, a seconda dei casi, o “propaganda” o “nazionalismo” — mai per quel che è nel merito: un’utile spiegazione delle “ragioni degli altri” ovvero la base per costruire relazioni multipolari eque.

Già, e Massimo D’Alema, lui, ricorda 23 anni fa? E i giornalisti italiani? — “Oh, I forgot, there is the war now.”

 


24 MARZO 2022 – OPINIONE / EDITORIALE

Washington approfitta
delle disgrazie dell’Ucraina
– Editoriale del Global Times

MUNGERE LA CRISI – Illustrazione di Liu Rui per Global Times 24 marzo 2022. L’articolo originale apre in nuova scheda dal sito del Global Times.

Pechino,  24 marzo 2022 12:04 AM

24 marzo: il conflitto Russia-Ucraina dura da un mese. Tutti gli amanti della pace nel mondo sperano che questo conflitto sanguinoso, che avrebbe potuto essere evitato, possa finire presto. Eppure, gli Stati Uniti e la NATO, che detengono la chiave per risolvere il conflitto tra Russia e Ucraina, non hanno fatto alcuna mossa pratica per porre fine alla guerra. Invece stanno ancora intensificando le contraddizioni e l’escalation del confronto, creando ostacoli ai negoziati tra Russia e Ucraina.

nell’agenda di Biden non c’è altro che aggiungere benzina al fuoco

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è partito mercoledì per l’Europa, dove parteciperà al vertice della NATO, al vertice del G7 e alla riunione del Consiglio europeo. Secondo i media, Biden lavorerà con gli alleati europei per coordinare la prossima fase di assistenza militare all’Ucraina e annuncerà una nuova serie di sanzioni contro la Russia. Nel mese di inizio del conflitto, Biden ha condotto un’intensa offensiva diplomatica in Europa, ma nella sua agenda non c’è altro che aggiungere benzina al fuoco.

A proposito del viaggio europeo di Biden, il consigliere per la sicurezza nazionale USA Jake Sullivan ha detto che ci saranno giorni difficili in Ucraina perché “questa guerra non finirà facilmente o rapidamente”. Questo non è tanto un “giudizio” degli Stati Uniti, ma una direzione attentamente guidata da Washington. Washington desidera che la guerra non finisca, in modo da poter massimizzare l’uso del conflitto per ottenere un vantaggio geopolitico da esso. In altre parole, sta cercando di trarre vantaggio dalla sventura dell’Ucraina.

gli Stati Uniti e l’Europa possono sembrare vicini

A causa di questo, gli Stati Uniti e l’Europa possono sembrare vicini, ma le loro differenze sostanziali si stanno approfondendo. Mentre Washington è ossessionata dal ritardare i negoziati Russia-Ucraina, l’Europa vuole sicurezza e stabilità. Ci sono voci emergenti contro la guerra in Europa, e queste voci includono la disapprovazione verso la consegna di armi di Washington all’Ucraina. Un numero sempre crescente di europei si rende conto che l’invio cieco di armi all’Ucraina va nella direzione opposta degli obiettivi di sicurezza perseguiti. Inoltre, il risultato delle sanzioni estreme e a lungo termine deve essere che gli Stati Uniti si arricchiscano, l’Europa paghi il conto e l’Ucraina sanguini. Washington non può nascondere queste idee meschine.

Anche per questo, Biden deve “stabilizzare” l’Europa quando questa ha intenzioni vacillanti. Non è difficile immaginare che Washington tirerà fuori l'”amicizia transatlantica”, l'”alleanza democratica” e altre piccole carte e le distribuirà agli amici come pass per il club dei VIP nel mondo, usando l’illusorio “onore” per strappare forti “oboli”. Washington esercita anche una pesante pressione sui paesi neutrali che “non si uniscono al club”, criticando l’India per essere “traballante” da un lato e drammatizzando la “minaccia” alla pace della Cina dall’altro. Non è questo un tipico approccio mafioso?

perché ha rifiutato di parlare direttamente con la Russia?

Come dice il proverbio, “tocca a chi lo ha stretto di sciogliere il nodo”. Il conflitto Russia-Ucraina è il risultato dell’intensificazione del conflitto tra USA e Russia, e la chiave del problema è nelle mani degli USA. Se Washington vuole davvero che i “giorni difficili” del popolo ucraino non continuino, allora perché ha scelto di “coordinarsi” con l’Europa per inviare armi all’Ucraina e sanzionare la Russia, e ha rifiutato di parlare direttamente con la Russia? [V. articolo GT precedente, in nuova scheda] La risposta è chiara: gli Stati Uniti non vogliono veri colloqui di pace. Ecco perché si osserva uno scenario così assurdo: pur sapendo dov’è la via d’uscita per il conflitto Russia-Ucraina, Washington sta ancora disperatamente cancellando il cartello che dice “Senza sbocco” alla fine di un vicolo cieco.

Washington è stata brava a dar spettacolo – ha promosso egemonia sotto la maschera di “democrazia”, e ha fatto una fortuna con la guerra in nome della “pace”. Ma questo approccio potrebbe essere destinato all’archivio. Col tempo, la gente finirà per vedergli attraverso. L’evoluzione del conflitto Russia-Ucraina dimostrerà la natura guerrafondaia di Washington.

Traduzione automatica revisionata dalla redazione di Trancemedia.eu; testo originale collegato alla vignetta sopra.

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Laboratori biologici segreti  della NATO in Ucraina
Apre in nuova scheda dal sito L’AntiDiplomatico

US  bio-web
Apre in nuova scheda dal sito Global Times

US  bio-web in Ukraine
1 – Apre in nuova scheda dal sito Global Times
2 – Apre in nuova scheda dal sito Global Times

 

Lara Logan: “Stiamo mentendo su scala epica a proposito dell’Ucraina”

Voci pentastellate:

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Paesaggio mediatico e pluralismo in Ucraina
Fatto Quotidiano, 20/3/2022 (apre in nuova scheda)

2014, il democratico dopo-Maidan: un articolo vintage dal giornale dell’agguerrita Confindustria (adesso aiuti in armi, e mosca!) (apre in nuova scheda dalla fonte)
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Zhao Lijian, portavoce del ministero Esteri cinese: “Gli USA non dovrebbero preoccuparsi dei civili vittime di decenni di loro operazioni militari?”

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La peste del nazionalismo uccide la nostra umanità
Le lezioni di Camus e Rosselli. Guerra Putin è solo un despota criminale, l’autodifesa degli ucraini è solo legittima: ma è mai possibile che in Italia si esulti per l’uccisione di persone, anche se russe?  

Di Tomaso Montanari – 21 marzo 2022 Fatto Quotidiano

 “La patria non è l’astrazione che manda gli uomini al massacro, ma un certo gusto della vita che è comune a certi individui: la sua vita, i cortili, i cipressi, le trecce di peperoni, i paesaggi assolati, e non i fondali teatrali in cui un dittatore si inebria della propria voce, e soggioga le masse”.

Salgono alle labbra queste parole di Albert Camus (1937) quando si vede, su twitter, che il messaggio ucraino in cui si esulta per l’uccisione di un certo, efferato, militare russo (di cui si posta una fotografia) riceve migliaia di “like” dall’Italia. Putin è un despota criminale, la sua è una guerra di aggressione, l’autodifesa degli ucraini è indiscutibilmente legittima: e però davvero qua, in Italia, dobbiamo esultare per l’uccisione di un umano, guardandolo in faccia?

Non vorrei discutere della legittimità delle scelte (inviare le armi o no), o dell’enormità del rischio nucleare – quello per cui in queste notti mi sveglio di soprassalto.

Vorrei solo dire che facendoci risucchiare nel baratro dei nazionalismi stiamo uccidendo “l’umano nell’uomo”, per usare un’espressione carissima a Vasilij Grossman, gigantesco scrittore russo, nato in Ucraina ed ebreo, vittima del nazismo e poi dello stalinismo. Chi si trovò a dover combattere contro il fascismo e il nazismo non pensò di farlo per una qualche specifica patria, ma anzi per la fine di ogni nazionalismo: “Siamo antifascisti non tanto e non solo perché siamo contro quel complesso di fenomeni che chiamiamo fascismo; ma perché siamo per qualche cosa che il fascismo nega ed offende, e violentemente impedisce di conseguire.  

Siamo antifascisti perché in questa epoca di feroce oppressione di classe e di oscuramento dei valori umani, ci ostiniamo a volere una società libera e giusta, una società umana che distrugga le divisioni di classe e di razza e metta la ricchezza, accentrata nelle mani di pochi, al servizio di tutti.  

Siamo antifascisti perché nell’uomo riconosciamo il valore supremo, la ragione e la misura di tutte le cose, e non tolleriamo che lo si umilii a strumento di Stati, di Chiese, di Sette, fosse pure allo scopo di farlo un giorno più ricco e felice.  

Siamo antifascisti perché la nostra patria non si misura a frontiere e cannoni, ma coincide col nostro mondo morale e con la patria di tutti gli uomini liberi” (Carlo Rosselli, 1934).

Per costruire questa “cittadinanza universale”, la cultura è la leva fondamentale. Per questo, imporre agli artisti russi di rilasciare pubbliche dichiarazioni di condanna del loro governo, o chiudere le collaborazioni di ricerca con gli studiosi russi, è un terribile errore.

In questi giorni, è stato Alberto Leiss a evocare (su il Manifesto) l’antidoto più giusto. Sono parole di un arabo cristiano che, studiando la percezione occidentale dell’Oriente, cita un tedesco che studiava filologia romanza, che a sua volta cita un monaco medioevale: un intarsio di tempi, di diversità e di luoghi che basterebbe a mostrare il valore universale di questo messaggio.

Ebbene, a Edward W. Said (in Orientalismo, 1978) stava a cuore “la tradizione umanistica di coinvolgimento in culture e letterature nazionali differenti dalla propria”, e per questo ricordava come il grandissimo Erich Auerbach concludeva le sue riflessioni sulla Filologia della letteratura mondiale (1952) con una significativa citazione dal Didascalicon di Ugo di San Vittore (XI secolo): “L’uomo che trova dolce il luogo natale è ancora un tenero principiante; quello per cui ogni suolo è come il suolo nativo è già più forte; ma perfetto è quello per cui l’intero mondo è un paese straniero”.

Il monaco medievale, commentava Auerbach, “si riferisce a chi ha come mèta la liberazione dall’amore per il mondo. Ma anche per chi voglia raggiungere il giusto amore per il mondo, questa è sempre una buona strada”. La morale, spiega Said, è che “più si è capaci di staccarsi dalla propria patria culturale, più è agevole giudicarla, e giudicare il mondo stesso, con quel distacco culturale e quella generosità indispensabili per un’autentica visione delle cose. E tanto più, inoltre, si riuscirà a valutare se stessi e le altre culture con l’identica combinazione di intimità e distanza”.

Ebbene, in queste ore in cui chi protesta in Russia contro una guerra fratricida è arrestato perché “filoucraino”, e in Italia chi protesta contro la corsa alla guerra atomica è bollato come “filorusso”; in queste ore in cui leggere Dostoevskij è sospetto; in queste ore in cui torna a risuonare nei discorsi di politici e giornalisti “un terribile amore per la guerra” (James Hilmann); in queste ore in cui “le azioni sono considerate buone o cattive non per il loro valore intrinseco, ma a seconda di chi le compie” (così Orwell nei suoi Appunti sul nazionalismo, 1945), è vitale trovare la forza per prendere le distanze dalla propaganda, e per criticare innanzitutto la nostra parte e la nostra patria.  

In un momento in cui tutta l’umanità è davvero in pericolo, l’unica identità che conta è quella umana.

in https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/03/21/la-peste-del-nazionalismo-uccide-la-nostra-umanita/6531992/

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Zelensky, il discorso al Parlamento italiano: il commento di Salvatore Cannavò
22 marzo 2022 Fatto Quotidiano (apre in nuova scheda)

Cronache parlamentari rilevanti su Italia e Ucraina  (la conta degli assenti e la sfiducia del presidente Commissione Esteri)
22 marzo 2022 Fatto Quotidiano (apre in nuova scheda) 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricerca senza pretese sulle milizie volontarie in Ucraina
da it.Wikipedia  e it.frwiki

FQ online del 22 marzo 2022 (apre in nuova scheda)

BATTAGLIONE AZOV (link apre in nuova scheda)

PRAVYJ SEKTOR (link apre in nuova scheda)

Partito SVOBODA (link apre in nuova scheda)

Partito RADICALE di Oleh Ljaško (link apre in nuova scheda)

BATTAGLIONE AIDAR (link apre in nuova scheda)

BATTAGLIONE DONBASS (link apre in nuova scheda)

BATTAGLIONE DNIPRO (link apre in nuova scheda)

Le parole del presidente Biden in Polonia hanno evocato i macelli – ed evidentemente hanno ispirato la scena che potete vedere sul canale youtube di Krishnaraj Rao, il quale aggiunge la nota: “Esecuzione di prigionieri russi da parte dei vostri amici Nazi in Ucraina.” (Video soggetto a limiti di età per effetto delle Norme della Community YouTube, apre in nuova scheda)

 


Provvisoria considerazione dalla redazione:

C’era una volta all’Est l’Unione Sovietica
con la sua dittatura dei poveri, poi
smantellata dalla Libertà dei ricchi e
dalla mente ottusa dei suoi stessi dirigenti,
che si diedero ai cannibali, e senza condizioni.
Così il West portò in casa l’Oriente disprezzato.
E ora c’è la G. – la grande opera chiamata G.
con i suoi promoter remoti e mascherati,
con vuoti e potenti general contractor,
con le gare di appalto, i cronoprogrammi,
le coperture finanziarie
(pubbliche e private beninteso),
la logistica, l’innovazione
e le strategie di comunicazione.
La G. è Mercato Libero con le Maiuscole,
proprio come l’Energia, la Sanità,  le Infrastrutture,
e all’Ovest funziona così:
la politica sancisce (come al tempo dei soviet sclerati),
la stampa plaude (come al tempo dei soviet sclerati),
la tv amplifica (come al tempo dei soviet sclerati),
le banche raccomandano i fondi d’investimento
(che le comandano),
i risparmiatori ci scommettono il gruzzolo,
i poveri perdono il welfare, i prezzi salgono,
e il partenariato pubblico-privato
scorre così, nei tunnel di NeraRoccia, verso le armi.
Mondo Libero.
Mercato Libero.
Libero Mercato.
Nel dogma Sì-Tav, “è l’offerta che crea la domanda”!

È tutto riservato, ma si sa.

 

 

 

 

Il presidente Biden, con insulti reiterati verso il suo omologo della Russia, ha scelto la tattica di rendere sempre più irta la strada per un dialogo diretto con l’avversario. L’anziano signore ha applicato una tecnica puerile, da adolescente scapestrato e frustrato che da lontano, tormentato dalle proprie colpe, copre d’insulti la famiglia per rendere impossibile ogni confronto alla pari, ove saprebbe di essere sconfitto. Incredibilmente è stato sostenuto in questo da tutti i grandi media del West — non chiamiamolo più Occidente, è il West dei film di Sergio Leone. Se è certamente augurabile che tutte le alleanze militari si sciolgano quanto prima, ora l’obbedienza al potere centralizzato (benché schizofrenico) di Washington appare così totale da suscitare serie preoccupazioni proprio per gli sbandierati valori liberali della libertà di pensiero e di espressione, o anche solo di dubbio.

Eppure l’America, così esperta nella politica-spettacolo (sovente da film snuff), non può sottrarsi a questa scena obbligatoria: ognuno si spieghi e ascolti l’altro, con testimoni concordati. È questo un passo che le due potenze della “guerra fredda” devono a tutto il mondo, agli alleati come ai non allineati, come ai cosiddetti rivali sistemici. Biden non può cavarsela con quattro epiteti da marciapiede e una fuga, proprio lui che insieme a McCain ventitre anni fa è stato il padre dei bombardamenti clintoniani, e purtroppo anche italiani, sulla vicina Jugoslavia. Proprio lui che avrebbe in tasca la chiave per la pace in Ucraina, dopo che il 2004 e il 2014 hanno avvelenato la civile convivenza in quella terra di confine. Ho ascoltato l’Angelus di domenica 27 marzo 2022, e ancora una volta mi domando: perché Francesco non richiama Joe ai suoi doveri di cattolico, e di capo supremo del Paese più armato e violento della Terra?
[cp]

HOUSE OF HEGEMONY, illustrazione di Liu Rui per Global Times, marzo 2022. Nostro montaggio: ALZATEVI! L’ideal-risposta dell’artista attivista afroamericano PAUL ROBESON, nel 1950 circa. (Link apre in nuova scheda)

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16 marzo 2022 – aeroporto Pisa

Mentre la Cina e i non-allineati esortano le sue diplomazie,
il West spedisce armi; 
ma la Classe Indispensabile fa attrito…

 

 

 

 

 

 

 

31 marzo 2022, varco Etiopia porto Genova

 

 

 

 

 

 

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ALLA RICERCA DEL METODO (tema per la pagina di aprile 2022) –  Un’emissione di Deutsche Welle del 31 marzo 2022, in inglese. Per avviare e sviluppare insieme la riflessione che prende corpo in aprile su Trancemedia.eu — Grande Metodo risorgente?! Cominciamo osservando un poco di falsa coscienza e di sintomatici tremori. Auf Wiedersehen!

 

pagina sviluppata dal 21 al 31 marzo 

31 marzo 2022