AGROECOLOGIA
PER LA NUOVA UMANITÀ

L’agroindustria e la grande distribuzione organizzata al centro degli aiuti governativi coronavirus

... ma il XXI secolo o sarà contadino o non sarà

Redazione Trancemedia.eu

L’agricoltura contadina, quella praticata dalle piccole e piccolissime aziende agricole (quasi un milione e trecentomila in tutta Italia), fornisce un quarto della produzione di alimenti: quelli sani, ottenuti con tecniche sostenibili, glifosati- e OGM-free. Il cibo che serve maggiormente ora per rafforzare le nostre difese immunitarie. Il solo cibo la cui produzione non nuoce al pianeta. La pratica alimentare che dovrebbe diventare la più diffusa in tutti i continenti.

L’Associazione Rurale Italiana (ARI) lancia oggi un appello in cui denuncia come dalle misure di quarantena messe in atto emergono diseguaglianze inaccettabili.

“In queste settimane abbiamo avuto l’ennesima riprova del peso dominante dell’agroindustria nelle politiche del governo. Salvo rare ma importanti eccezioni, come la riapertura della vendita al dettaglio nel settore vivaistico, l’unica preoccupazione della ministra Bellanova è stata quella di spianare la strada all’industria agroalimentare e della distribuzione per la loro riorganizzazione, come se fosse l’unico attore degno di nota della filiera del cibo”, dichiara il presidente ARI Fabrizio Garbarino, uno degli autori della famosa Robiola di Roccaverano.

ARI e i piccoli produttori italiani hanno inviato le loro proposte urgenti al Governo che sono esplicitate nel documento “STIAMO A CASA, STIAMO NEI NOSTRI CAMPI MA NON STIAMO ZITTI” (apre in nuova scheda).

 

30 marzo 2020