NOTAV per una grande opera: la manutenzione

Conferenza dei Territori contro le Grandi Opere

Dalla Conferenza dei Territori contro le Grandi Opere
Firenze, 6-7 ottobre 2018

LE RESISTENZE NEI TERRITORI DIFENDONO E RILANCIANO IL BEL PAESE – UNA LETTERA APERTA INVIATA AL MINISTRO DANILO TONINELLI

Con una corale dedica a Ivan Cicconi, ha avuto luogo a Firenze una conferenza dei territori in lotta contro grandi opere inutili e imposte. Una lettera a Danilo Toninelli, attuale ministro alle infrastrutture, è stata sottoscritta dai partecipanti. Ne riportiamo alcuni passi, fra i quali segnaliamo le tre richieste politche che trovate qui a fondo pagina. Le tre richieste mostrano la progressiva costruzione di un programma positivo da parte dei “movimenti del No”, che da Firenze invocano una grande opera pubblica di risanamento e indicano le prime misure per realizzarla. Testo completo sul Presidioeuropa.net

“Il Governo sta … balbettando su questi temi, non si vede all’orizzonte nessun cambiamento di rotta, anzi, nuovi cantieri di Grandi Opere Inutili Imposte e Dannose vengono aperti proprio in questo periodo.

Confindustria e Sindacati confederali non propongono la soluzione ai problemi che affliggono l’Italia, i primi ottusamente ancorati all’ottenimento di profitti parassitari, i secondi totalmente avulsi dalla realtà quando invocano genericamente l’apertura di nuovi cantieri, qualunque essi siano, senza ammettere che le Grandi Opere Inutili creano pochi posti di lavoro e di scarsa qualità.

A partire dalle precedenti considerazioni, le Associazioni e i Comitati partecipanti alla Conferenza chiedono al “Governo del cambiamento” di tenere fede agli impegni elettorali. Le richieste possono essere considerate minimali, ma il loro doveroso accoglimento sarebbe un importante segnale di discontinuità rispetto alla rotta finora seguita e sono le seguenti:

  • Che le risorse finanziarie risparmiate con la cancellazione delle grandi opere inutili e dannose siano destinate alla manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, alla riduzione del rischio idrogeologico e alla mobilità sostenibile, come previsto dal Contratto per il Governo del cambiamento, in particolare al paragrafo 4.
  • Che la Legge 21 dicembre 2001, n. 443. (Legge Obiettivo), definita “criminogena” dall’Autorità nazionale Anticorruzione, sia definitivamente cancellata e non applicata per tutte le opere in corso o programmate.
  • Che sia abolito il Decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104 che, con il pretesto di adeguare la normativa sulla Valutazione di Impatto Ambientale alle Direttive europee, si è mosso in direzione esattamente opposta, annullando gli spazi di partecipazione dei cittadini e permettendo a soggetti proponenti e autorità competente di mettersi d’accordo, in ogni fase del procedimento VIA, sul grado di definizione del progetto in esame, di fatto vanificando l’efficacia di osservazioni e prescrizioni. Si chiede, conseguentemente, che la procedura VIA torni a seguire quanto disposto dal Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Codice dell’Ambiente) nella versione originale, considerando inoltre, per qualsiasi opera puntuale o lineare, l’opzione zero.

Testo completo sul Presidioeuropa.net

12 ottobre 2018