Agroecologia: cibo cognitivo per un’altra umanità

La cucina mediatica propina piatti tossici
di shock finanziari -angoscia e confusione-
ma un mondo che resiste contro tutti i poteri
contro tutti i dolori
sperimenta l’armonia con la Terra.
La parola a Stefano Bellotti, Alessandra Turco,
Ottavio Rube, Maurizio Gritta,
Mario Gala, Salvatore Ceccarelli, Michele Carducci


INNOVAZIONE RISPETTOSA

Semplicemente, Stefano Bellotti

Innovare contro gli innovatori di regime?
Dal 1977, vini naturali; dal 1984, metodo biodinamico

L’agronomia non è una scienza esatta, ma una scienza umanistica perché ha a che fare con il vivente. Non è una scienza che calcola, ma che comprende. Una scienza che ascolta, che incontra, che osserva, che riconosce l’altro come nei rapporti umani. L’agricoltura non è Natura ma con la Natura e nella Natura ed è lecita e positiva se fa proprie le leggi della Natura stessa.

Queste parole di Stefano Bellotti sono un messaggio politico per il 99% degli umani. Stefano ha lasciato il mondovino durante la vendemmia 2018, la quarantatreesima della sua vita attiva. Il 6 ottobre la Cascina degli Ulivi di Novi Ligure festeggia la sua eredità morale e cognitiva, viva più che mai.

Nel suo contributo a “Filosofia e prassi del vino naturale” curato da Paolo Quintavalla, Stefano Bellotti racconta così i debutti del suo lavoro: “Certamente mi sono trovato a un bivio perché da una parte c’era la cosiddetta modernità che mi spingeva ad andare in una direzione e, dall’altra, c’era il mio istinto che mi spingeva ad andare in direzione contraria. Io ho scelto senza incertezze il biologico perché avevo una formazione ecologista. Vedere che il contadino aveva ormai il cappio al collo con il ricatto di “compra un sacchetto”, poi comprane un altro, poi comprane un altro ancora, per creare una dipendenza totale dall’industria chimico-farmaceutica – mi insospettiva.
Mi dicevano: “Tu sei contro il progresso. Il mondo sta andando in quella direzione”. Ho scelto subito il biologico e ho cominciato a fare il vino senza artifici. Io non avevo letto Columella però il mio ragionamento era: se il processo di fermentazione dell’uva può avvenire naturalmente, perché devo farlo in un altro modo? Perché andare a cercare artificio dove c’è un processo naturale che, conoscendolo e assecondandolo, mi porta a risultati anche migliori? Avendo fatto questa scelta ho incontrato tanti detrattori, persone che mi dicevano se ero matto e non sono mancati anche gli attacchi violenti.

 



LOTTA È DIGNITÀ

Pane di semi antichi, forno a legna autocostruito, impegno sociale

Fuori dai ricatti della green revolution in un rapporto solidale con la filiera corta

Alessandra Turco è contadina e panificatrice alla Cascina Malerbe, una piccola realtà agroecologica sulle colline torinesi.
Siamo due donne che vivono in una cascina con sei ettari di terra, diversificati tra orto sinergico, alberi da frutta, cereali e leguminose, prato pascolo e bosco. Ci ispiriamo ai principi dell’agroecologia e della sovranità alimentare, cercando di favorire la biodiversità; di rivendicare e diffondere un’agricoltura contadina e solidale. Portiamo avanti progetti di filiera, cercando di gestire ogni parte della produzione, dal seme alla vendita“.
Alessandra rivendica l’appartenenza ad ARI, l’Assorurale italiana, parte del Coordinamento Europeo Via Campesina, un’associazione impegnata per un’agricoltura contadina socialmente giusta, il rispetto delle risorse naturali, la biodiversità, la produzione durevole per la Sovranità Alimentare.

Trancemedia.eu propone una prima conoscenza con Alessandra attraverso due video:  un intervento politico , in occasione del seminario contadino documentaristico Giornate Europee del Cinema e dell’Audiovisivo a Costa Vescovato (AL), e un corto documentario sulla preparazione del suo pane, con grani antichi, nel forno che lei stessa ha costruito.

 



Iris e Valli Unite:
cooperative forti
nella visione "altra"

MUTUALISMO EFFICACE

Cremonesi e Tortonesi, due storie di crescita
costruita nella coerenza agroecologica

I siti web di Iris e Valli Unite contengono la storia, i criteri, i prodotti di queste due realtà non apparentate ma sorelle nel percorso quarantennale, nelle scelte organiche, nella ragguardevole dimensione sociale.

I due video contengono interventi di Maurizio Gritta (Iris) e Ottavio Rube (Valli Unite) in occasione del seminario contadino documentaristico Giornate Europee del Cinema e dell’Audiovisivo a Costa Vescovato (AL).

 



SCUOLA SUL CAMPO

Mario Gala, pastore e contadino per scelta
trasmettitore di saperi per vocazione

Ha unito la fede libertaria, l'amore per la natura,
la sapienza delle tome di capra e pecora.
Insignito miglior produttore a Murazzano,
ha formato trecento neo-contadini

Cascina Finocchio Verde, Bruni di Murazzano (CN), 2008. Mario Gala e i woofer dopo una sessione di terrazzamento. Dall'anno successivo, i muretti producono inauditi capperi di Alta Langa.

Nella cascina Il Finocchio Verde sopra Dogliani (CN), con la compagna Isa, Mario Gala non chiudeva la porta che quando il vento delle vicine Alpi Cozie faceva “battere le broccolette”. Approdo per centinaia di woofer, la cascina e il caseificio sono di una bellezza estasiante: il Monviso a ovest, le Alpi Marittime e l’Alta Langa a mezzogiorno. Un balcone di pietra e terrazzamenti sotto, stalle profumate di fiori di campo a cinquanta metri e, cinque minuti più in là, la yurta di una coppia di ragazzi che ha aiutato a installarsi.

Il ‘movimento’ della Trazione Animale, iniziato per amore degli asini, per scelta tecnica, per disprezzo verso il ricatto dei mutui

Il ‘movimento’ della Trazione Animale, da lui iniziato non solo per amore degli asini e per scelta tecnica (asini, cavalli e buoi trattano bene la terra a differenza dei trattori), ma per disprezzo verso il ricatto dei mutui bancari e la puzza del petrolio, è stata oggetto di mille dimostrazioni in campo che si sono tradotte nel film At-trazione Animale, in incontri internazionali sulle attrezzature innovative per l’impiego di animali in agricoltura con i contadini perigordini di Prommata, in ipotesi tutte da sviluppare su un marchio di qualità per prodotti della terra ottenuti senza uso di idrocarburi. In questo quadro pianta la vigna di O’vino, dolcetto d’Alta Langa di pastore senza condizionamenti, capace di lavorare i filari con l’asino e di cavare buon vino a 750 metri di altezza.

Carlin Petrini lo ha descritto come “non uno degli ultimi pastori di Langa, ma il primo di una nuova generazione“. Cittadino fiero e anarchico, contadino ispirato, casaro eccellente, dai suoi trecento woofer sono nate una quarantina, forse cinquantina di nuove fattorie, oltre che in Italia, in Sudafrica, Brasile, Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti.

Due suoi libri preziosi:
IL GESTO DELL’OMBRELLO – manuale di insediamento agricolo (Ed. WWOOF-Italia, 2016)
L’AMORE AL TEMPO DEL WWOOF (Ed. WWOOF-Italia, 2018).

Aggiornamento Trazione Animale: sessione dimostrativa di nuove attrezzature sviluppate da PROMMATA (F), con modelli di utilità disponibili gratuitamente per auto-produzione. 

SABATO 3 E DOMENICA 4 NOVEMBRE 2018
presso il circolo ippico “La Carrata” in Cascina Carrata n°23 a Montaldeo (AL)
Per informazioni e prenotazioni dei pasti e per il pernottamento telefonare a
Emanuela al numero 347.4414807
Per informazioni sullo svolgimento della manifestazione telefonare a
Marco al numero 0144.93313

 



SCIENZA AMICA

Gene e ius, rovesciamenti
e mescolanze per liberare la Terra

Salvatore Ceccarelli, genetista agrario. Michele Carducci, giurista fondamentale.
Trancemedia.eu propone un incontro!

Agosto 2018. Michele Carducci, docente di diritto costituzionale comparato all'università di Lecce, tiene una lezione estiva a giovani e contadini nelle campagne salentine. Il diritto al cibo come strumento di democrazia.

La brevettazione dei semi, al pari delle norme che facilitano la “pacificazione” estrattivista, fa temere che tutta la scienza recente sia nemica dell’umanità e della Terra, sia innovazione senza rispetto. Per riflettere meglio, proponiamo due conferenze di studiosi che s’inseriscono nel solco di Copernico e Galileo, fuori dai dogmi e dalle costrizioni intellettuali del golpe neoliberista.

Non casualmente si tratta di un genetista agrario, Salvatore Ceccarelli, e di un ordinario di diritto costituzionale comparato, Michele Carducci: le loro discipline si trovano oggi incatenate insieme nel patto genetico-giuridico su cui si fonda l’estrattivismo rurale, ovvero l’avvelenamento planetario del cibo e del suolo. Un patto che ha comprato molte Università in tutto il mondo. In opposizione strutturale alla green (!) revolution (!) di Monsanto, Bayer, Basf e complici, il lavoro di questi studiosi mostra l’emergere nella comunità scientifica di nuovi, sani paradigmi per un XXI secolo liberato.

Invitiamo a visionare i due video (poco meno di un’ora ciascuno, entrambi di grande interesse e attualità) e a riferirsi direttamente alle opere dei conferenzieri, mentre Trancemedia.eu cerca di costruire un dialogo diretto fra questi due accademici e i nostri Lettori.

Piccola introduzione necessaria a chi non abbia ancora colto lo sfondo su cui si gioca il land grabbing planetario avviato dell’agro-industria, ormai anche appropriazione di terre europee. Senza bisogno di spiegazioni preliminari, provate a confrontare le due liste che seguono.

Le prime 5 corporation mondiali nei pesticidi sono: Chem China – Syngenta (PRC-CH) [già Novartis+Zeneca]; Bayer (D); Dow & Dupont (US); Basf (D); Monsanto (US)*.

Le prime 5 corporation mondiali nei semi industriali sono: Monsanto (US); Dow & Dupont – Cortieva (US); Chem China – Syngenta (PRC-CH) [già Novartis+Zeneca]; Limagrain (F); Bayer (D)**.

4 top leader su 5 sono gli stessi in entrambe le liste che precedono. Sì, perché i semi industriali (o i germogli da essi scaturiti) per le produzioni intensive sono venduti in abbinamento ai pacchi di pesticidi necessari, un po’ come se il tabaccaio vendesse il pacco sigarette-chemioterapia. Per cominciare a riflettere sulla portata del fenomeno, un richiamo economico: con le tecniche della green revolution il profitto ha fame di terra e sete di acqua, gli occorrono appezzamenti sempre più ampi in cui il lavoro agro-industriale residuo sia altamente produttivo. In pratica è frequente il regime di semi-schiavitù dei raccoglitori quando l’automazione è impossibile, mentre un alto rischio sanitario riguarda la totalità degli operatori attivi nei campi delle nuove colture.

Il fenomeno non è ristretto alle produzioni meno nobili come il pomodoro per scatolette, al contrario la sua estensione a colture di pregio è incoraggiata dal credito:  così anche molti coltivatori di vigneti docg sono stati rovinati ed espulsi da colline oggi irrorate e lavorate innovativamente, altri sono diventati agiati figuranti. La provvidenziale xylella risulta perfetta per produrre il medesimo fenomeno nell’olio del Salento, mentre non mancano progetti di olivicoltura competitiva anche in Toscana. In molte campagne c’è di che rimpiangere il barone e il suo latifondo senza chimica né sprechi di acqua, mentre fra gli acquirenti del cibo industriale le patologie alimentari producono ricca domanda di farmaci. La terza top list non stupirà nessuno, è quella del neo-nazismo nelle sue alleanze finanziarie per il comparto chimico-farmaceutico, ovviamente con parecchi nomi che ritornano. Il tema è primario, non specialistico, per ogni umano, viscerale in senso letterale.

 

Claudio Papalia

*fonte classifica pesticidi: Investopedia.com – Jeff Krohnfeldt, 2016
**fonte classifica semi industriali: news.agropages.com – Jason Zhang, 2017