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i selfie dei nimby svuotano di senso l’energia delle lobby
preludono a una grande opera democratica per la Natura dell’Italia, per un’Europa credibile

mega-progetti che coinvolgono il territorio italiano sono numerosi, costosi, impattanti e opachi. Infatti sono imposti. Le obiezioni sollevate dai cittadini restano inevase; i cantieri vengono talora protetti militarmente, le opposizioni ignorate o represse.

Dopo l’investigazione sul TAV, seguiamo le orme fossili in un tour adriatico che termina in Lombardia. Melendugno, Campobasso, Sulmona e San Vito Chietino, Recanati, Bordolano e Sergnano: luoghi che si oppongono a mega-progetti energetici. 

Territori dal Salento alla Pianura Padana rischiano l’equazione infrastruttura energeticamutazione genetica a causa di nuove mega installazioni che gli abitanti non hanno nemmeno avuto modo di conoscere in anticipo con la dovuta obiettività. Colture agricole di eccellenza, patrimoni culturali, parchi, marine, boschi, aria e acqua – il futuro di un’area così vasta è messo sotto ipoteca.

Ora in molti dicono no, e vogliono l’opzione zero perché senza conoscere non si deve deliberare. Per realizzare NOI NO forzati fossili ci siamo affidati a loro, gli innominabili, i muti sempre tagliati fuori dai media o ridotti a comparse. Li abbiamo chiamati anche noi, come fa la grande stampa, nimby (not in my backyard, nonsottocasamia) e abbiamo provocatoriamente chiesto loro di farsi, come di moda, dei selfie!

Conviene vederli: certo trovi persone testimoni di opposizione a mega-progetti, ma scopri che il loro giardino è quello di tutti, del 99%.  Se i selfie degli oligarchi sono intrisi di narcisismo e si arrampicano su premesse irreali, quelli dei nimby veicolano invece informazioni essenziali e accurate di interesse generale, che sembrano essere sempre sfuggite ai grandi media (ecco la spoliazione cognitiva di cui un’intera popolazione è stata vittima!). Allo stesso tempo, queste persone testimoniano l’emergere di valide alternative di produzione e gestione dell’energia: altri investimenti, altre fonti, altre opere, altro futuro, altra economia, sana democrazia.

Qua è iniziato il nostro lavoro di editor di media indipendenti: selezionare e porre in sequenza le testimonianze raccolte. Con umiltà abbiamo: 1) rispettato; 2) connesso i contenuti. È cominciato un lavoro che ora prosegue con i Lettori e si espande a un milione, a milioni di selfie per salvare l’Italia e il mondo, e non è retorica. La retorica è tutta fossile, project financing.

NOI NO forzati fossili è la seconda parte dell’investigazione partecipata, dell’operazione di sorveglianza civile pubblicata inizialmente nel 2015, TAV CHI SÌ. Il ganglio finanziario-politico-normativo alla base del progetto TAV si ripropone in chiave energetica nel progetto TAP e nella distopia “Italia hub del gas”. In essa, i caratteri paradigmatici dei mega-progetti risultano addirittura aggravati sia per rischio sismico che per rischio bellico; il rischio finanziario a carico dei conti pubblici e del risparmio resta ovviamente alla base della cosiddetta finanza di progetto.

I contenuti evolutivi online su Trancemedia.eu – un webdocumentario per TAV CHI SÌ e sei webdoc per NOI NO forzati fossili, con lectures degli autori e link esterni d’approfondimento – costituiscono l’ossatura dell’investigazione e ne alimentano lo sviluppo ulteriore. Una volta acquistati gli ebook potrai navigare agilmente all’interno del database dell’investigazione e partecipare alla sua crescita proponendo contenuti. Torna quando spesso su questo sito per accedere agli sviluppi delle storie!

NOI NO forzati fossili

Con illustrazioni e collegamenti, nella NEWSLETTER PIÙ RECENTE
(20 dicembre 2017)

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