L’infezione del debito, dopo Milano vien Torino

Torino è la 2a città più indebitata d’Italia, dopo Milano. Debito che si è formato a partire dalle Olimpiadi. Guardiamo con interesse quanto sta accadendo in altre città sull’audit del debito pubblico, in primo luogo Napoli. Un’analisi indipendente per far emergere quanta parte del debito è illegittima e quanta parte no. Legittimo nel senso giuridico: come questo debito è stato contratto, se per rispondere ad esigenze legittime dei cittadini, o piuttosto seguendo altre logiche.

Tasso fisso medio 4,5≈5%

Analisi dei derivati stipulati da Torino. Tasso fisso medio va dal 4,5 al 5% ed è alto. Indebitamento netto è di 2 miliardi e 600 milioni, cui andrebbe aggiunta l’anticipazione di cassa della tesoreria più il debito delle Partecipate.

La città è assoggettata alla volontà delle banche. Ha rinegoziato i prestiti ma sono operazioni che non comportano risparmio: esse accorciano solo la rata e quel peso si allunga -con interessi- sugli esercizi successivi. Le banche vogliono stare più a lungo possibile attaccate.

I derivati marcano la sfacciata finanziarizzazione delle risorse pubbliche. Sono contratti che cavalcano il rischio accettando l’alea di perdite pesanti. Sono stati stipulati quasi 30 contratti dal 2002 al 2007 (poi è intervenuto il divieto per gli enti pubblici locali di stipularli, ma non per Stato e Regioni); ora ne restano 14. Perdite future previste: 112 milioni, quest’anno 16 milioni.

Assemblea 21 ha fatto Petizione per rendere pubblici i contratti di derivati, che l’amministrazione non ha mai svelato. Abbiamo fatto una richiesta di accesso pubblico: sono strutturati in maniera fortemente sbilanciata a favore delle banche. Clausole vessatorie: foro competente è quello di Londra; il finanziatore ha diritto a chiedere la chiusura anticipata quando il momento gli è propizio.

responsabilità di chi in passato ha attivato questi contratti

In giudizio molti Comuni hanno vinto ma molti hanno perso. Abbiamo chiesto una moratoria ma il Comune ha risposto in modo negativo. Non ha intenzione di indagare le responsabilità di chi in passato ha attivato questi contratti. L’assessore Rolando ha detto: “io non guardo il passato, guardo il presente”. Il Comune ha deciso di attivare un’analisi tecnica sui derivati affidandola però a un consulente esterno senza far ricorso alla Corte dei Conti o altri enti pubblici.

 

Maria Cariota di Assemblea 21, Salviamo il Paesaggio, riassume la condizione debitoria del Comune di Torino.