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XINHUA – PECHINO, 24 agosto 2021 – “La nostra vera politica è quella di evitare alleanze permanenti con qualsiasi parte del mondo straniero”, disse il primo presidente degli Stati Uniti George Washington nel suo discorso presidenziale di addio nel settembre 1796. Due secoli dopo, sembra che gli Stati Uniti abbiano dimenticato l’esortazione del loro padre fondatore.

Per molto tempo, il sistema di alleanze degli Stati Uniti ha aderito alla mentalità della Guerra Fredda ed è stato ossessionato dai giochi a somma zero. Ha calpestato la giustizia per interesse egoistico, ha provocato conflitti e guerre, ha imposto sanzioni unilaterali e ha raccolto dividendi mondiali, ponendo gravi minacce e minando il sistema internazionale con le Nazioni Unite come nucleo e l’ordine internazionale basato sul diritto internazionale.

Da quando la nuova amministrazione statunitense si è insediata, ha rafforzato il suo controllo sul sistema delle alleanze con il pretesto di tornare al multilateralismo. Il fatto, tuttavia, è che il governo degli Stati Uniti mira a costruire “piccoli circoli” e “politiche di gruppo” per dividere il mondo costringendo gli altri a scegliere le parti tra diversi schieramenti ideologici. Ha anche tentato di utilizzare circoli così ristretti per contenere e soffocare la Cina e per perseguire l’unilateralismo mascherandolo come multilateralismo.

violenza, saccheggio, violazione, distruzione, falsità, occultamento di misfatti, lotte intestine

Il sistema delle alleanze USA va contro la tendenza storica. Flette i muscoli e afferma di aver ottenuto un ampio sostegno, ma in realtà è solo una tigre di carta e ha gradualmente perso la sua popolarità. I suoi crimini di violenza, saccheggio, violazione, distruzione, falsità, occultamentodi misfatti e lotte intestine stanno diventando sempre più flagranti, e passo dopo passo il sistema sta sprofondando nell’abisso di una gang.

Quella che segue è una presentazione dei “sette peccati” del sistema di alleanze degli Stati Uniti, che dimostra la mentalità egemonica e la politica di potenza.

(Editors web in lingua inglese: Xia Peiyao, Liang Jun)
(Editing italiano:
Trancemedia.eu)