il quarto peccato la distruzione

Per molto tempo, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno cercato di sovvertire altri governi, coltivare guerre regionali per procura, nonché creare deliberatamente scontri, distruggere senza costruire, trascurare il diritto e le regole internazionali, violare arbitrariamente i diritti e gli interessi di altri paesi, diventando il maggior danneggiatore di stabilità regionali.

 

◆ Gli Stati Uniti, insieme agli alleati, si sono impegnati in “rivoluzioni colorate” e sono intervenuti negli affari interni di altri paesi.

Nei soli 42 anni tra il 1947 e il 1989, gli Stati Uniti hanno effettuato 64 operazioni segrete di sovversione e sei palesi, ha scritto Lindsey O’Rourke, politologo al Boston College, nel suo libro “Covert Regime Change: America’s Secret Cold War” [Cambi nascosti di regime: la guerra fredda segreta dell’America, Cornell University Press, 2018 – senza trad. it., alcune pagine in rete – ndr]

Dopo la fine della Guerra Fredda, gli Stati Uniti abbandonarono gli scrupoli nel promuovere l’interventismo e spesso esportarono “rivoluzioni colorate”.

le Rose

Alla fine del 2003, gli Stati Uniti costrinsero l’allora presidente georgiano Eduard Shevardnadze a dimettersi per un conteggio fraudolento di voti nelle elezioni parlamentari e sostennero uno dei leader dell’opposizione, Mikheil Saakashvili per l’elezione a presidente [della Georgia]; l’evento divenne noto come “Rivoluzione delle Rose”.

Arancione

Nell’ottobre 2004, gli Stati Uniti inventarono lo scandalo “frode” nelle elezioni ucraine, incitarono i giovani ucraini a scendere in piazza e sostennero Viktor Yushchenko per ripetere l’elezione presidenziale;  quella fu chiamata “Rivoluzione Arancione”.

i Tulipani

Nel marzo 2005, gli Stati Uniti incitarono l’opposizione in Kirghizistan a protestare contro i risultati delle elezioni parlamentari, le proteste si trasformarono in rivolte e costrinsero l’allora presidente Askar Akayev a fuggire e ad annunciare le dimissioni; il fatto divenne noto come “Rivoluzione dei Tulipani”.

20+

Nell’ultimo decennio, gli Stati Uniti hanno invaso o istigato un cambio di regime in più di 20 paesi; sono ripetutamente intervenuti e hanno manipolato “rivoluzioni colorate” nell’Europa centrale e orientale, nell’Asia centrale e in alcuni paesi dell’Asia occidentale e del Nord Africa.

Il 20 ottobre 2020, il direttore del Servizio Russo di Intelligence Estera, Sergei Naryshkin, ha affermato che gli Stati Uniti stavano tramando una “rivoluzione colorata” in Moldova.

Il 18 febbraio 2021, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che la decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che chiedeva alla Russia di rilasciare immediatamente la figura dell’opposizione, Alexey Navalny, era “un tentativo molto serio di interferire negli affari giudiziari interni della Russia”, dettato dalla foga e da un evidente pregiudizio, il che ha sollevato molte questioni. Il ministro della Giustizia russo Konstantin Chuychenko ha affermato che la decisione era impraticabile perché priva di base giuridica.

La Gran Bretagna era coinvolta nel complotto del colpo di stato militare in Bolivia nel novembre 2019 per ottenere l’accesso ai giacimenti di litio, e ha sostenuto il nuovo governo boliviano dopo che l’allora presidente Evo Morales del partito Movimento Verso il Socialismo è stato costretto a dimettersi, ha rapportato il quotidiano britannico Morning Star con documenti stranieri desecretati, nel marzo 2021. La violenza mortale seguita al colpo di stato è stata condannata da gruppi per i diritti umani.

 

◆ Gli Stati Uniti e alleati hanno lasciato un caos ingestibile in Medio Oriente e oltre.

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno spesso creato caos in Medio Oriente, indebolendo gravemente la forza dei paesi della regione, portando all’espansione di al-Qaeda e dello Stato Islamico e facendo precipitare la regione in un irrisolvibile deficit di sicurezza e di governo. I soldati statunitensi, britannici, australiani e altri soldati della coalizione nel Medio Oriente hanno abusato senza controllo di prigionieri, violentato, saccheggiato e ucciso civili, e la loro brutalità non è stata inferiore a quella dei terroristi.

Gli Stati Uniti sono compulsivamente interessati ad attirare una fazione dalla propria parte per schiacciarne un’altra in Medio Oriente, creando deliberatamente conflitti regionali e dividendo i paesi del Medio Oriente per realizzare la propria strategia di bilanciamento offshore [offshore balancing, strategia imperial-federale per il controllo di regioni lontane senza dispiegamento di larghe forze – ndr]. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno esaltato la “minaccia iraniana” e lo scontro settario nel Golfo, costringendo i paesi della regione a scegliere da che parte stare.

L’amministrazione Trump si è ritirata unilateralmente dall’accordo nucleare con l’Iran, chiedendo che il programma missilistico e le politiche regionali iraniane fossero inclusi nei negoziati, mentre d’altra parte si presumeva colpevole l’Iran collegando tutti gli incidenti all’Iran o a suoi amici, inclusi gli attacchi alle strutture petrolifere regionali e le esplosioni di petroliere, con l’intenzione di confermare i “misfatti” regionali dell’Iran e di fomentare l’insicurezza nella regione. All’inizio del 2020, gli Stati Uniti condussero l’uccisione mirata del comandante della Forza Quds del Corpo Guardie Rivoluzione Islamica, [l’iraniano] Qassem Soleimani; le tensioni nella regione s’inasprirono repentinamente. [Quest’ultima frase interamente omessa nella traduzione automatica chrome-google – ndr Trancemedia.eu]

 

◆ Gran Bretagna, Francia e altri paesi hanno seminato discordie per mantenere la loro influenza quando sono stati costretti a porre fine al loro dominio coloniale, e ancora manifestano “ossessione coloniale”.

“Divide et impera” è stato uno strumento importante utilizzato dalla Gran Bretagna per amministrare le sue colonie, ne sono risultati il conflitto indo-pakistano, il conflitto israelo-palestinese e il problema di Cipro.

Britannia Divide & Rule: India-Pakistan, Israele-Palestina, Cipro

Primo, la Gran Bretagna ha posto le basi del conflitto indo-pakistano. Dopo la sua occupazione dell’India, la Gran Bretagna ha usato le contraddizioni di casta e di setta per seminare discordia tra classi e gruppi sociali in India, allo scopo di rafforzare il proprio ruolo e mantenere il dominio coloniale. Nel giugno 1947, l’allora governatore generale dell’India Louis Mountbatten propose un piano per dividere l’India in Hindustan, che era prevalentemente indù, e Pakistan, che era prevalentemente musulmano, e per trasferire il potere a ciascuno. Dopo la partizione, ci furono numerosi attriti e conflitti tra le due parti; con l’approfondirsi dei conflitti e dell’odio, si sono innescate guerre per il Kashmir.

Secondo, la Gran Bretagna ha innescato il conflitto israelo-palestinese. La Palestina era originariamente una parte dell’Impero Ottomano. Durante la prima guerra mondiale, per la sua necessità strategica, la Gran Bretagna sostenne il popolo arabo in Palestina perché resistesse all’Impero ottomano; ma sostenne anche il movimento sionista per istituire uno stato ebraico in Palestina. Da allora, il conflitto israelo-palestinese non si è mai fermato.

Terzo, la Gran Bretagna ha creato il problema di Cipro. Cipro è vicina alla Grecia e alla Turchia e le comunità greche e turche dell’isola considerano i due paesi come le rispettive madrepatrie. Nel processo di Cipro, ex-colonia britannica in cerca di indipendenza, la Gran Bretagna ha adottato questa tattica, provocare il conflitto greco-turco e internazionalizzare il problema Cipro. Poi è scoppiato un conflitto armato tra le comunità greca e turca, che ha portato alla divisione dell’isola tra nord e sud, e il conflitto è rimasto irrisolto.

nuovo interventismo

Abbracciando il “nuovo interventismo”, i paesi europei hanno adottato la politica “obbedire-o-morire” contro i leader dei paesi africani, istigando segretamente e inviando persino truppe per intervenire nelle guerre civili in Costa d’Avorio e in altri paesi, minando la pace e la stabilità della sub-regione.

Gran Bretagna, Francia, Germania e Olanda inviarono navi da guerra nel Mar Cinese Meridionale per sfoggiare la loro potenza. Il Parlamento europeo e la Repubblica ceca hanno emesso risoluzioni relative a Taiwan e hanno organizzato la visita di funzionari e parlamentari a Taiwan, sostenendo apertamente i separatisti dell'”indipendenza di Taiwan” e minando gravemente la pace e la stabilità attraverso lo stretto di Taiwan.

Il Parlamento Europeo, sotto la bandiera della “salvaguardia dei diritti umani”, ha assegnato il “Premio Sakharov” a criminali condannati dalla magistratura cinese in conformità con la legge, interferendo gravemente negli affari interni della Cina e violando la sovranità giudiziaria cinese.

Nel marzo 2021, l’UE ha imposto sanzioni unilaterali a personalità ed entità cinesi sulla base di menzogne ​​e disinformazione e con il pretesto della cosiddetta questione dei diritti umani nello Xinjiang, interferendo gravemente negli affari interni della Cina, violando palesemente il diritto internazionale e le norme fondamentali di relazioni internazionali; così danneggiando gravemente le relazioni Cina-UE.

(continua qui sotto)