Le spinte cementificatorie
e le ragioni ambientaliste
si contrappongono
fra Torino e Val Susa
da tre decenni,
ma il clima è cambiato.


INVARIANZE

I teologi della perforazione,
le ragioni dei loro obiettori

Il fondamentalismo sì TAV chiama a raccolta sostenitori veri e presunti di un doloroso buco di 57 km da infliggere a una povera montagna, ricca di acqua, ma anche di uranio e di amianto.
Nel 1980, la marcia dei quarantamila, salvatrice della FIAT, coprì il passaggio dall’industria alla finanza, ovvero ai mega-progetti imposti al territorio e ai “locali”; come allora La Stampa, oggi La Repampa offre al pubblico la stessa visione di modernità e sviluppo.

Le ragioni di un movimento popolare che da 30 anni si dissocia da un’opera inutile, pericolosa e ormai desueta sono totalmente oscurate; inascoltate sono le sue richieste di un confronto su dati veri, oggettivi, fuori da un’opposizione ideologica.

Ideologica è diventata la fede sì TAV, un credo ormai fuori tempo – senza ragioni attuali e senza fondate analisi – comunica slogan vuoti, dati sballati, minacce di penali inesistenti. Le previsioni sulla crescita del traffico merci erano infondate? Non importa, facciamo lo stesso un bel buco nelle Alpi, 3 volte più lungo, 2 volte più largo e profondo dell’altro, che non era saturo nemmeno nei “golden years”. Perché…
“Non si può dire no allo sviluppo”
“Torino deve giocare tutte le carte”
“La nuova linea è strategica”
“Questo tipo di infrastrutture, la domanda la creano”
“Il tunnel del Fréjus è obsoleto”
“Con il TAV diminuiranno i TIR sulle autostrade”
“Ce lo chiede l’Europa”
“La realizzazione della Torino-Lione è una straordinaria occasione di crescita occupazionale”
“È una sfida! Io sono convinto che ci sia l’interesse dei privati”

 

 



DECALOGO

I 10 slogan Sì TAV più trasmessi,
analisi fattuale

Un ambientalista, un giurista, uno scienziato
hanno sorvegliato la retorica Sì TAV

di Paolo Mattone, Livio Pepino, Angelo Tartaglia
in Le Talpe di VolereLaLuna n°7 – 2018

L’analisi che, da sempre, manca al progetto di secondo tunnel Torino-Lione, da tempo immemore è a cura dei No Tav. Gli eretici hanno già fatto risparmiare una dozzina di miliardi (teorici, ma i miliardi lo sono tutti) ai tempi del progetto low-cost una quindicina di anni fa. Eppure ancor oggi pochi media veicolano il loro pensiero, forse perché rigoroso e articolato, rispettoso. Vedi l’articolo.

 



CONTROSSERVATORIO

Media senza documenti,
documenti senza media:
la ville est tranquille

Repampa e tv tifano Sì TAV, così
i documenti restano ignorati, come
la sentenza del Tribunale dei Popoli

Giugno 1968. Il generale De Gaulle preparava la 5ème République per una Francia decisionista. I suoi fan italiani stanno ancora cercando di imitarlo.

Le cose facili non le scrive soltanto La Repubblica – La Stampa. Si può anche cercare qualcosa di sensato. Cominciare da una pagina semplice, con diversi link curiosi? Magari poi ti senti di andare un po’ più in profondo, forse pensando a come usare il sapere quando – come inevitabilmente accadrà – i portatori di nuovi paradigmi dovranno ingegnarsi per far uscire tutti dai guai.

I documenti del Controsservatorio Val Susa sono un primo passo utile!

 

 

 

 


Immagine in alto - Un articolo nella cronaca cittadina torinese del 1991. La linea ferroviaria per Lione è sempre stata lungi dalla saturazione. Ma gli appetiti dei cementificatori e delle banche creditrici (con garanzia di Stato) sono lungi dall'essersi placati.