TAP: l’Italia non ha un’analisi costi-benefici

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Arriva a gocce l’ammissione del Governo, ministero dopo ministero. Lo Sviluppo Economico tace ancora. Ma il documento costi-benefici, a quanto ormai pare chiaro, non esiste proprio. Come non esiste un calcolo sui tanto paventati costi di abbandono.

Il 10 settembre 2018 era il termine ultimo per rispondere alle “Istanze di accesso civico generalizzato” (c.d. “FOIA”) rivolte ai Ministeri competenti dall’Avv. Prof. Michele Carducci (già presente in questo sito con un video sul diritto “costituzionale” al cibo) per conto del Movimento NO TAP, dei Comitati NO TAP salentino e brindisino, della rete associativa “Salento KmØ”, delle associazioni “Terra Mia” e “Bianca Guidetti Serra” e altri.

La richiesta, formulata in base alla normativa vigente, era semplice e ineludibile: rendere pubblica l’analisi costi-benefici su cui si basano le autorizzazioni per il progetto Trans-Adriatic Pipeline. Rendere altresì pubblici i calcoli ufficiali su costi eventuali di cancellazione del progetto.

“L’analisi costi-benefici sul TAP non esiste presso di noi” è la risposta dei ministeri, nella documentazione pubblicata dal movimento NO TAP.

In sintesi, come riassume la newsletter di movimento “Doriella e Renato”, nonostante un’estate scandita da dichiarazioni governative e notizie di stampa sui “vantaggi” dell’opera, i “costi” del suo abbandono, la “seria analisi costi-benefici”, i “risparmi di bolletta” con la sua messa in servizio, gli Uffici dei ministri hanno smentito i loro titolari.

Il ministero degli Affari Esteri, interpellato dopo il viaggio di Moavero Milanesi in Azerbaijan per confermare la “strategicità” dell’opera, ha comunicato di non disporre di nulla e di rimettere tutto al Ministero dello Sviluppo Economico.

Il ministero dello Sviluppo Economico, diretto dal vice-premier Di Maio, ha semplicemente taciuto, per cui è stata promossa una nuova istanza di riesame al responsabile anticorruzione del Ministero.

Il ministero dell’Interno, il cui titolare aveva affermato che grazie a TAP si sarebbe ottenuto un risparmio del 10% nelle “bollette degli italiani”, dichiara per firma del vice-capo di Gabinetto vicario che si tratta di esternazioni meramente politiche.

Il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, che alle contestazioni dei suoi elettori salentini aveva dichiarato più volte di aver letto le carte sui costi-benefici, non trova sponda nelle risposte del suo capo di Gabinetto.

Il ministero dell’Ambiente ha dichiarato (Dir. Gen.) di non conoscere né i costi di abbandono, né quelli riferibili a possibili violazioni degli accordi sul clima.

Ora ci si è rivolti al ministro Toninelli, ma l’infrastruttura TAP (energia) era stata derubricata dal dibattito pubblico sulle grandi opere, già durante il governo Gentiloni.

Freedom of Information, aka Araba Fenice in tempi di SpA a rischio pubblico.

Documenti verbatim qui

13 settembre 2018