In un mondo di media sotto influenza

La libertà dei media in Italia non gode buona salute. L’elevata concentrazione nella proprietà di stampa quotidiana e nei media, l’indebitamento delle testate, le nemmeno troppo sotterranee triangolazioni con il potere politico e finanziario, la “indiscutibilità” delle opzioni geopolitiche: i fattori critici sono molteplici e influenzano la scelta dei temi, gli schemi interpretativi, i modelli e le priorità proposti al pubblico.

Non è strano che sul tema delle grandi opere infrastrutturali, argomento di scottante interesse per finanzieri, politici e cementificatori, si osservi una grande unanimità d’opinione. Quando la divulgazione diventa promozione e porta con sé una carica politica dissimulata, l’informazione promotrice di consapevolezza diventa merce rara: limitata è l’interpretazione, quanto assente l’atteggiamento critico.

Con rappresentazioni idealizzate di costi e benefici si affermano progettiopere che risultano poi molto più costosi del previsto, i cui risultati tradiscono le promesse e in certi casi producono disastri come la terra dei fuochi campana, o il disseccamento del Mugello.

Mega-, giga- tera-progetti hanno budget sempre più importanti, impattanti su natura, debito, esercizio del potere (norme e corruzione) e sulla progettualità sociale (modelli di sviluppo, valori, stili di vita). Si promuovono opere che devastano territori, che facilitano disastri. Opere così rischiose da minacciare la salute pubblica. Opere inefficienti per tutti tranne per il consorzio dei realizzatori. Qui la democrazia si presenta soltanto negli impatti: così evidenti da coinvolgere ogni cittadino, anche a sua insaputa.

Dal 2015 TAV CHI SÌ fa luce su linee e modalità decisionali dei promotori, sulle logiche economico-finanziarie e sul quadro normativo dei mega-progetti, a partire dal più durevole e ambizioso: l’alta velocità ferroviaria nazionale. La seconda investigazione fa controcampo, dando la parola a chi dice “NO” al potenziamento del commercio dei combustibili fossili, dannazione del pianeta e del clima.

NOI NO forzati fossili ha raccolto nel 2015-17 le testimonianze dirette di cittadini attivi che svelano informazioni sostanziali e alternative per la produzione e la gestione dell’energia. La visione del futuro da loro proposta, mai veicolata con accuratezza dai media convenzionali, va ben oltre la modernità proclamata delle grandi opere. Le priorità introdotte dai cittadini suggeriscono un diverso modello di sviluppo, paradigmi pronti a sostituire quelli ancora in vigore, ereditati e “raffinati” dalla Tangentopoli di trent’anni fa..

Trancemedia.eu si fa veicolo di queste voci, nel tentativo di costruire uno spazio cognitivo condiviso che favorisca consapevolezza e cittadinanza attiva.

Trancemedia.eu è una nuova piattaforma mediatica indipendente e partecipativa. Finanziata soltanto dai Lettori,  utilizza algoritmi da nuovo e libero media sociale, per partecipare in prima persona al processo editoriale. Un percorso di revisione continua sostiene l’accuratezza dell’informazione e il rigore dell’interpretazione, con la piena responsabilità di un Editore puro, legalmente identificato.

 

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L’investigazione che parte dai treni e arriva su salute, ambiente, rischi, risparmi – e potere.
In uscita a dicembre 2017, NOI NO forzati fossili: i risvolti della distopia “Italia hub del gas”, nel decreto Sblocca Italia e nella strategia energetica nazionale, visti dai comitati cittadini.

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