LOTTA INTERNAZIONALISTA VS. COVID-19

Benvenuta Cuba nell’Italia – disastrata dopo decenni di privatizzazioni e cementificazioni legal-mafiose

I responsabili della strategia di disintegrazione del servizio sanitario,
vedi fondazioni bancarie e assessorato regionale alla sanità,
si attribuiscono il merito di aver fatto arrivare a Torino la 2a brigata medica cubana.
Ma il partito unico neoliberista, il BlackRock atlantico, ha i piedi di argilla:
'destro' e 'sinistro' s'intrecciano nel fango del malgoverno piemontese.

Redazione Trancemedia.eu

 

Il 13 aprile 2020 sono sbarcati all’aeroporto torinese di Caselle 38 operatori sanitari che arrivano da Cuba per aiutare il Piemonte a combattere il coronavirus. È un aiuto di cui abbiamo bisogno, un atto di solidarietà internazionale per il quale esprimiamo gratitudine al personale sanitario e alla Repubblica di Cuba, faro di vera libertà dalle patologie e dall’interesse privato sul bene comune.

Tra i 22 medici e 16 infermieri di Cuba arrivano oggi a Torino epidemiologi, anestesisti, specializzati in rianimazione e in terapia intensiva; personale di grande competenza, appartenente in patria alla stessa brigada medica già attiva in Italia da oltre tre settimane. Cuba può inviare questi aiuti in Italia perché il suo servizio sanitario nazionale, universale e gratuito, funziona bene nonostante gli embargo di cui la piccola repubblica socialista caraibica è vittima da decenni.

Il personale medico di intervento intensivo, a Cuba, è infatti solo una parte di un servizio sanitario diffuso e basato sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce perché opera soprattutto al livello della comunità anziché del ‘paziente’. L’Italia aveva cercato di imitare l’organizzazione cubana della sanità ma poi, con l’avvento del neoliberismo, ne ha via via smantellato la capillarità (chiudendo i presidi di profilassi nei quartieri, i piccoli e medi ospedali di vicinato nelle periferie e nelle zone rurali-montane).

Una riforma costituzionale insensata, progettata e realizzata per creare potentati locali (tra cui brillano per opacità le cosiddette fondazioni bancarie), aveva nello stesso tempo distrutto il carattere nazionale del servizio sanitario: nel 2001, il riformato Titolo V Costituzione non si contenta d’introdurre inaudita sciatteria linguistica nella legge fondamentale e nei fatti consegna il servizio sanitario regionalizzato non ai territori ma ai loro cementificatori. Chi sarà l’inafferabile, incontrollabile mezzana del comitato d’affari? La fondazione bancaria: lei è “il privato super partes,” l’ossimoro popperiano di libertà autocratica, e privacy.

Tra aprile e ottobre di questo infetto 2020 si prepara  la scena obbligatoria: i personaggi convergono sul palcoscenico con i loro fini proclamati, i segreti taciuti, le vecchie intese e i nuovi leverage, nel momento della verità. Formazione della prova.

Il personale medico cubano opererà gratuitamente a Torino nell’ospedale da campo allestito alle OGR, le ex officine grandi riparazioni ferroviarie di Torino, trasformate nel 2017 in polo culturale con un investimento di oltre 100 milioni di euro dalla Fondazione CRT (divenuta proprietaria della struttura).

La riconversione del sedicente polo culturale in ospedale da campo è operata, in casa Fondazione CRT (Unicredit), da Compagnia di San Paolo (Intesa): un “commovente volontariato” che viene a soccorrere il sistema ospedaliero già linciato dalle stesse banche, in combutta con tutti i governi regionali succedutisi nel tempo. Così i volontari antincendio e i piromani – come spesso accade in terre di mafia – si trovano nella medesima cosca, tutta con il colletto bianco, ignorata dalla procura della Repubblica.

Ancora più curiosa, nel caso attuale, è la richiesta di aiuto a Cuba, se si considera il ruolo di punta esercitato dall’americana BlackRock sia nell’azionariato che nell’amministrazione delle due grandi banche italiane, sia nella politica e nell’amministrazione degli Stati Uniti di America, un paese che ha recentemente mostrato di non gradire affatto gli aiuti che Cuba invia all’estero (v.sotto).

Su Ilfattoquotidiano.it leggi L’indagato e i magistrati nell’unità di crisi contestata dai medici, di Andrea Giambartolomei | 14 aprile 2020 (apre in nuova scheda)

…continua, arrivederci presto su questa pagina!

 

[Aggiornamento 5 aprile 2020]
Cuba invia medici, non bombe
ma agli USA questo non piace
e sganciano una campagna di discredito

Mentre tutto il mondo lotta per combattere la pandemia Covid-19 e Cuba – nonostante un embargo che si prolunga da quasi 60 anni – invia medici e personale qualificato in molti paesi (tra cui Cina, Nicaragua, Venezuela, Suriname, Granada, Giamaica, Belize e Italia), gli Stati Uniti criticano gli aiuti cubani ed esortano gli altri stati a rifiutare la cooperazione medica dell’isola.

Attraverso il suo account Twitter, l’ambasciata USA a La Habana il 24 marzo 2020 ha scritto: “Cuba offre le sue missioni mediche internazionali a coloro che sono affetti da Covid-19 solo per recuperare i soldi persi quando altri Paesi hanno smesso di partecipare a questo programma abusivo. I paesi ospitanti che cercano l’aiuto di Cuba devono riesaminare gli accordi e porre fine agli abusi sul lavoro”.

Altri tweet hanno martellato nei giorni successivi:

medici e infermieri sfruttati e posti in condizioni lavorative atroci…

brigate mediche internazionali lavorano in condizioni equivalenti a lavori forzati (secondo l’ONU)…

Ferma la risposta di Cuba, attraverso la voce di Juan Antonio Fernández Palacios, vicedirettore della direzione generale della stampa, comunicazione e immagine del ministero degli esteri cubano.

protesta al governo degli Stati Uniti

“Oggi il ministero degli affari esteri ha presentato una nota diplomatica di protesta al governo degli Stati Uniti in risposta alla recente dichiarazione particolarmente offensiva del Dipartimento di Stato per quello che risulta una continua ed esacerbata campagna di discredito e menzogna contro la cooperazione medica internazionale di Cuba. La campagna di discredito del governo degli Stati Uniti è immorale in qualunque circostanza e particolarmente offensiva per Cuba e per tutto il mondo nel momento di una pandemia che minaccia tutti e quando tutti dobbiamo sforzarci per promuovere la solidarietà e gli aiuti a chi ne ha bisogno. Con una sola voce la comunità internazionale reclama unità e cooperazione, reclama la fine delle guerre e dei conflitti. Reclama anche la cessazione e la sospensione dell’ingiusto blocco e delle misure coercitive unilaterali. Si mettano da parte l’ostilità e la meschinità. La salute è un diritto umano. Questo è quello pensa e che fa Cuba.

medici, non bombe

Come diceva il comandante in capo Fidel Castro, Cuba non realizza attacchi preventivi o a sorpresa in nessun angolo del mondo. Invece il nostro Paese è capace di inviare medici di cui si ha bisogno nei più oscuri angoli del mondo. Medici, non bombe.

 

[Video del 20 marzo 2020]
La miglior sanità pubblica del mondo in aiuto al servizio sanitario che ne aveva seguito le orme prima del saccheggio neoliberal.
Arriva nella Lombardia martoriata dal Covid la brigata di aiuto sanitario da Cuba, il paese che l’Italia prese a modello per istituire il proprio Servizio Sanitario Nazionale, poi devastato sotto il diktat congiunto del patto di stabilità e la pressione corruttiva di mercati finanziari, lobby del cemento, cliniche private e big pharma.

Il video qui sopra contiene la notizia dell’invio in Italia della brigata sanitaria, nel tg Cuba Hoy trasmesso la sera del 20 marzo 2020.

Il video sotto offre una conoscenza inedita delle misure adottate dal governo cubano e dalle autorità sanitarie per affrontare il Covid-19. Una tavola rotonda scientifica e organizzativa registrata da TV Rebelde nella giornata del 20 marzo, con la partecipazione delle più alte cariche della Repubblica di Cuba.

 

Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2020 ore 12:50

21 marzo 2020