CONTRADE – STORIE DI ZAD E NOTAV alla Credenza di Bussoleno, dopo la prima vittoria

CONTRADE – STORIE DI ZAD E NOTAV (titolo originale: Histoires croisées de la ZAD de Notre-Dame-des-Landes et de la lutte NOTAV dans le Val Susa), scritto dal Collettivo Mauvaise Troupe, edito in Francia da L’Éclat a fine 2016, è dal 2018 disponibile in italiano grazie alle Edizioni TABOR, editore indipendente e no-copyright della Valle di Susa.

Dopo Difendere la ZAD (2016) è il secondo libro di Mauvaise Troupe tradotto e pubblicato in italiano da Tabor, i cui listini e contatti sono in edizionitabor.it

Al momento delle riprese, 18 febbraio 2018, era passato un solo mese dalla storica vittoria della ZAD, cioè la cancellazione del giga-progetto di secondo aeroporto nelle vicinanze di Nantes, un mostro che aveva assediato per decenni la bella campagna brétone.

Noi di Trancemedia.eu siamo andati a documentare la presentazione del libro da parte di due degli autori e due dei curatori dell’edizione italiana, all’Osteria La Credenza di Bussoleno, la buona tavola dei NoTav più ‘cattivi’.

La cancellazione di un mega-progetto inutile e imposto è un avvenimento festoso, ma il suo rilievo maggiore consiste nella discussione del “dopo” maturato durante le lotte d’impedimento.

Il sito Trancemedia.eu condensa nelle nuove edizioni degli ebook TAV CHI SÌ e NOI NO FORZATI FOSSILI queste evoluzioni tra impedimento e progetto. I Lettori non mancheranno di trovare nell’esperienza ZAD analogie con le nuove prospettive energetiche, trasportistiche, ecc. che maturano nei movimenti di opposizione a opere inutili e imposte, in Salento come in Valle di Susa e altrove.

Gli amici di EdizioniTabor.it aprono il loro sito con una citazione di Ernesto De Martino che delinea questo compito culturale: «La nostra civiltà è in crisi, un mondo accenna ad andare in pezzi, un altro si annunzia; tuttavia una cosa è certa: ciascuno deve scegliere il proprio posto di combattimento ed assumere le proprie responsabilità. Potrà essere lecito sbagliare nel giudizio, non giudicare non è lecito; potrà essere lecito agire male, non operare non è lecito. Ciò posto, qual è il compito dello storico? Tale compito è sempre stato ed ora più che mai deve essere l’allargamento dell’autocoscienza per rischiarare l’azione».

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6 agosto 2018