ASTENSIONISTI VOTANTI: ESPERIMENTO COSTRUTTIVO E INSOLENTE

Francia – Lancio del parlamento della Nuova Unione Popolare ecologica e sociale

L’UNION POPULAIRE (NUPES)
UNISCE SINISTRA E AMBIENTE,
CON MÉLENCHON
PRIMO MINISTRO CONCORDATO
tra Insoumis, Comunisti, Socialisti, Ecologisti
e movimenti di base; la presidente viene da ATTAC.
Un esempio per l’Italia?
[aggiornamento 2 giugno, in basso: NUPES E LA CRISI DELL'ACQUA)

Parigi, 30 maggio 2022 – Prima riunione del parlamento della Nuova Unione Popolare ecologica e sociale in anticipo rispetto alle elezioni parlamentari del 12-19 giugno. Interventi vari e nota conclusiva del candidato premier (circa un’ora, lingua francese – il video apre qui sopra).

interessante perché

Secondo i sondaggi, una quota di elettorato oltre il 60% si augura che Macron risulti in minoranza alle prossime elezioni parlamentari, quindi che roi Emmanuel sia obbligato alla “coabitazione” con un primo ministro avverso: o Jean-Luc Mélenchon, o un lepenista in caso l’elettorato scelga in quel senso. Per un’ipotetica maggioranza parlamentare monarco-presidenziale resta una chance: che la classe media conservatrice-innovativa entri eroicamente in panico, stile corteo dei quarantamila, per correre ai seggi, che il ceto medio dei centricittà vada a votare più degli abitanti di periferie e campagne.

Ufficio di presidenza della NUPES. Ingrandire in nuova scheda.

Dell’Unione Popolare (Nuova perché allargata, ecologica e sociale come saldatura fra tutte le sue componenti) oltre a La France insoumise, fanno ora parte anche: Pôle écologiste (Europe Écologie, Les Verts), Parti communiste français, Parti socialiste, Géneration-S — già presenti nell’Assemblée nationale ora decaduta. Presidente è la ex-portavoce di Attac, Aurélie Trouvé. I candidat* per la legislatura a venire si sono accordati di sostenere Jean-Luc Mélenchon come primo ministro in caso di maggioranza nelle imminenti elezioni. Il “patto” si discute e stabilisce nel “parlamento dell’Unione” che s’inaugura in questo video.

Al parlamento della nuova unione partecipano realtà di base: in questa prima riunione notiamo una contadina ‘via campesina’, due artiste, un sindacalista, un attivista lgbt. Il candidato premier dice: se vinciamo governeremo il paese in uno stato di eccezione, di bassi salari, di siccità, di problemi alimentari. Subito avremo dei compiti roventi in una condizione imbarazzante, perché la bicicletta capitalista ha bisogno che tutti pedalino.. e avremo il problema della crescita, su cui nessun altro s’interroga: cosa si produce, perché, con quali mezzi e risultati.. e avremo bisogno che il popolo non sia murato in uno stato di sopravvivenza, che possa esprimere un’autonomia di azione.. il futuro si costruisce nella rottura con il sistema in cui siamo e l’esercizio del potere dovrà condurci a darne la dimostrazione. 

Sembra una situazione da Ivan il Terribile (S. Eisenstein) alla rovescia, ma forse è un caso di scuola di democrazia conflittuale istituzionale; cambieremo il mondo perché cambieremo la Francia che cambierà l’Europa, Mélenchon dice spesso. Riuscirà a trovare la vis e la via fra Montesquieu, Marx e Kropotkin? L’Unione Popolare è un metodo, un obiettivo, una strada.

Segnerebbe un punto di svolta, per ora potenziale-elettoralistico, nel teatro politico della sinistra. Non soltanto nel teatrino parlamentare, anche nelle agorà di movimento – del sindacalismo di base, dell’agroecologia, dell’azione ambientale, del femminismo e gender libertario, degli intellettuali, dell’antagonismo operaista e dell’internazionalismo – questa Union lancia una sfida di responsabilità: l’uscita dall’astensionismo, una sperimentazione. La parola di movimento più impiegata da Mélenchon è solidarietà; ma non è ancora capo di governo. E comunque non è nemmeno candidato deputato: sarà o premier o pensionato attivo; il passaparola dei trentenni è oggi il suo campo di battaglia. Io lo sostengo, ma non sono né trentenne né francese; trovo augurabile che questa esperienza sia conosciuta meglio in Italia, cioè non risulti contraffatta dalla mediazione mainstream e dalla retorica “dem”, che in caso di vittoria non mancherebbe di riproporne la formula in versione addomesticata, inquinata.
Forza, costruttivo e insolente Jean-Luc, e forza Unione! [cp]

 

DIRETTA GIOVEDÌ 2 GIUGNO, pomeriggio
LA CRISI DELL’ACQUA

31 maggio 2022